sabato 12 settembre 2009
giovedì 10 settembre 2009
martedì 1 settembre 2009
Pannolini Lavabili .... ufo e ... futuro

Ecobu' e "Lune Nuove" hanno lanciato un'iniziativa che riguarda la raccolta di pannolini lavabili usati per i bambini bisognosi. Per proseguire questa avventura hanno bisogno del vostro aiuto.
Grazie
Ecobu
sabato 15 agosto 2009
Cominciamo dai Pannolini .... e se scegliessimo i pannolini lavabili?
In tre anni si consumano circa 4.500 pannolini, ottenuti dalla cellulosa di 20 alberi, che si trasformeranno in una tonnellata di rifiuti
È nato, è ; nata. Per tutto il tempo che l’hai aspettata e aspettato ti sei guardata in giro, da sola o insieme a suo padre, cercando le cose che potevano esservi utili. Anche questo fa parte della "dolce attesa". Ma forse ai pannolini avete cominciato a pensare più tardi e l’attesa si è fatta meno dolce. Davanti al banco del supermercato, in farmacia o nel negozietto sotto casa la scelta è stata difficile. La pubblicità ci bombarda, i consigli degli amici forse ci confondono. Da maschi, da femmina, si mettono come mutandine, super assorbono, non irritano, "la pipì non c’è più", resta asciutto/a, li levi con un gesto, fanno dormire, fanno giocare, fanno sentire grandi, costano poco, costano giusto.
Ma qual’è la scelta giusta?
Secondo recenti statistiche, le irritazioni della pelle nella zona del pannolino sono più frequenti negli ultimi anni; ciò è dovuto anche alla pratica di non cambiare troppo spesso il pannolino; ma se il pannolino deve essere cambiato spesso, che senso ha usare pannolini super assorbenti? La "superassorbenza" dei pannolini è ottenuta con l'impiego di gel chimici (silicati e simili), tra questi il sodio policloridato che ha la capacità di assorbire più di 100 volte il suo peso in acqua. Questa sostanza nel 1985 fu eliminata negli assorbenti perché accusato di provocare uno shock tossico nelle donne che usavano tamponi contenenti questa sostanza. L’età del passaggio dal pannolino alla mutandina si è alzata molto: è probabile che i gel super assorbenti, limitando la sensazione di bagnato, rendano meno percepibile la sensazione fisica del "farsi pipì addosso". E l’ambiente? Nessuno ne parla! Il vostro bambino o la vostra bambina in tre anni consumerà circa 4.500 pannolini usa e getta, ottenuti dalla cellulosa di 20 alberi, che si trasformeranno in una tonnellata di rifiuti che avrà bisogno di 500 anni per decomporsi. Moltiplicate il tutto per circa 550.000 nascite ogni anno in Italia e avrete davanti un mare di pannolini nei cassonetti e negli inceneritori (che nessuno vuole vicino casa sua) e un ambiente sempre più sofferente.
Ma c’è un’alternativa
più rispettosa di quell’unico mondo dove ci è dato di vivere, a parte il vecchio ciripà di stoffa? In Austria e in Germania, che da molto tempo sono attente a ridurre il degrado ambientale, e ora anche in Italia, sono in commercio i pannolini ecologici: pannolini del tutto simili agli "usa e getta" ma che si lavano in lavatrice. Sono pannolini di cotone, al 100% provenienti da coltivazioni biologiche, non sbiancati, con la stessa forma di quelli usa e getta e con chiusura a strappo. Sopra il pannolino si infila una mutandina in microfibra, composta da poliestere e poliuretano che grazie alla sua natura permette all'aria di passare ma non all'acqua di fuoriuscire, inoltre tra sedere e pannolino viene messo un velo sottilissimo di cellulosa sbiancato all'ossigeno che consente di asportare le feci e gettarle nel water e di essere lavato e comodamente riutilizzato nel caso sia sporco di pipì. I pannolini lavabili possono essere regolati per adattarsi alla taglia del bambino/a. Questo li rende indiscutibilmente più economici: basterà acquistare i pannolini una sola volta e potrete usarli dalle prime settimane di vita fino al vasino (4-15 Kg. circa). Poi li potrete tenere per un secondo figlio o per il bimbo di un’amica. A chi non volesse proprio rinunciare a quelli usa e getta, si può ricordare che ne esistono in commercio di non sbiancati con il cloro, oppure biodegradabili fatti con mater-bi (materiale termoplastico a base di amido di mais, biodegradabile e compostabile) o con amido di grano e meno inquinanti grazie alla confezione riciclabile.
mercoledì 15 luglio 2009
Guida MondoNuovo
Le risposte sono a volte nuove a volte antiche, i quesiti sono sempre gli stessi:
Come prendersi cura del proprio bebé ?
Quali prodotti comprare per la pelle e il bagnetto ?
Di quali oggetti ha veramente bisogno?
Ecco alcuni consigli, frutto di lunghe ricerche e consultazioni tra mamme attente ai prodotti biologici e ai metodi naturali. Consigliamo sia prodotti in vendita da noi valutati sicuri, sia metodi naturali e fai da te, molto meno dispendiosi e spesso altrettanto efficaci. Sono consigli brevi perché il neonato non ha bisogno di molto: bastano pochissime cose per soddisfare le sue esigenze. È però importantissimo che la loro sicurezza sia garantita e provata, cosa che invece non sempre si riscontra nei classici prodotti commerciali per bambini. Purtroppo, specialmente nel campo dell’igiene, non c'è da fidarsi delle molte certificazioni che spesso non assicurano nulla: è sempre meglio valutare un prodotto dalla lista degli ingredienti che lo compongono e non dalle pubblicità o dalla seducente confezione.
Abbiamo ritenuto di condividere in questo documento anche le nostre esperienze e i nostri studi sull’allattamento, la nanna, l’abbigliamento, l’arredamento, l’igiene in casa, perché abbiamo sperimentato che nonostante i consigli che arrivano da più parti, spesso ci ritroviamo soli e con molte incertezze. E nel dubbio siamo portate a comprare più del necessario e ad ascoltare consigli non sempre utili.
Quando abbiamo rimesso mano al vecchio fascicolo per rinnovarlo e condividere l'esperienza degli ultimi due anni, avevamo intenzione di aggiornare i punti già esistenti e dare poche informazioni in più. Invece ci siamo trovate giorno dopo giorno prese dall'entusiasmo di aggiungere nuovi capitoli, chiedere altre consulenze, introdurre argomenti che non erano nemmeno contemplati all'origine di questo lavoro, che si è moltiplicato sotto i nostri occhi quasi involontariamente.
Siamo consapevoli che la stesura attuale non è definitiva: attualmente la struttura del documento è assai variegata e può sembrare disordinata per il fatto di aver aggiunto pezzi così come ci uscivano dal cuore e dal mouse.
MA
ci ricorda tanto le mamme spettinate e smemorate
che siamo e siamo state,
che saremo e che siete
con le ceste dei panni mai stirati e le case che paiono terremotate nottetempo
per il momento dunque... ci va davvero bene così!
Un abbraccio grande a tutti voi che leggete, e che questo nostro lavoro possa portarvi aiuto e gioia
Le Mamme di MondoNuovo
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Pannolini lavabili: perchè sceglierli?
L’impatto ambientale dei pannolini usa e getta è tale da non poter più lasciare indifferenti. L’alternativa esiste ed è costituita dai pannolini lavabili che, oltre a rappresentare una soluzione eco-compatibile, sono estremamente confortevoli per i bimbi che li indossano. Abbiamo intervistato Giorgia Cozza che nel suo libro, “Bebè a costo zero”, dedica un intero capitolo all’argomento.
Quotidianamente siamo bombardati dalle pubblicità di pannolini usa e getta che, abilmente, celano le gravi conseguenze ambientali della produzione e lo smaltimento di tali prodotti. Una valida alternativa è rappresentata però dai pannolini lavabili, eco-compatibili e confortevoli per i bambini. Per saperne di più abbiamo intervistato Giorgia Cozza, autrice del libro Bebè a costo zero, nonché mamma di tre bambini.
Giorgia, nel tuo libro, “Bebè a costo zero”, dedichi un intero capitolo ai pannolini. Cosa puoi dirci riguardo i pannolini lavabili?
I pannolini lavabili rappresentano una valida alternativa all’usa e getta, confortevole per il bebè, eco-compatibile ed economica. Ma prima di tutto: non pensate ai ciripà e alle fasce di una volta! I lavabili di oggi non hanno nulla a che fare con i pannolini di stoffa del passato. Sono molto più comodi, pratici da mettere e togliere, garantiscono una buona tenuta e sono anche graziosi! Ne esistono vari modelli, per cui c’è una vasta scelta. Alcuni sono molto simili agli usa e getta, hanno addirittura lo stesso sistema di chiusura con il velcro, con la differenza – sostanziale per il Pianeta e quindi per il nostro futuro e quello dei nostri figli – che una volta usati si buttano in lavatrice anziché in pattumiera.
Ritieni che i pannolini usa e getta debbano essere sostituiti da quelli lavabili? Perché?
Ritengo che valga la pena fermarsi a riflettere su questa possibilità. Dato che ogni bambino è unico al mondo e così ogni famiglia, credo non esistano ricette universali valide per tutti, in nessun ‘settore’, quindi neppure in quello dei pannolini. Ma credo anche che l’informazione sia un diritto ed un dovere di ognuno di noi. Soprattutto quando in ballo ci sono il benessere dei nostri figli e il futuro della nostra Terra.
L’impatto ambientale degli usa e getta è tale che non può più lasciare indifferenti. Alcuni dati nazionali: quotidianamente in Italia vengono utilizzati più di sei milioni di pannolini usa e getta, per produrli vengono abbattuti dodicimila alberi al giorno, consumate risorse preziose, e rilasciate sostanze tossiche che contaminano l’acqua, l’aria, la terra. Ma non finisce qui, anzi non finisce proprio: una volta usato, il pannolino impiega ben 500 anni per decomporsi!
E proprio per fronteggiare il gravoso problema dello smaltimento, sono sempre più numerose le amministrazioni pubbliche ‘virtuose’ che, a livello comunale e provinciale, incentivano la soluzione dei lavabili, offrendo dei buoni sconto per l’acquisto dei pannolini in stoffa o dei kit di prova alle famiglie.
E fin qui abbiamo parlato dell’impatto ambientale, ma il filo conduttore delle riflessioni contenute in “Bebè a costo zero” è, prima di tutto, il benessere del bambino.
Gli usa e getta sono la soluzione migliore per la pelle delicata del bebè? Per dare un giudizio non ci resta che calarci nei panni del bambino, anzi… nel pannolino! Immaginiamoci con indosso un simpatico usa e getta, avvolti nella plastica fino alla pancia, 24 ore su 24, magari in una bella giornata estiva, umida e calda... Chissà se lo troveremmo confortevole! Forse preferiremmo del cotone fresco e leggero a contatto con la pelle? Non credo che le sensazioni dei bambini siano diverse dalle nostre…
Nella società di oggi i genitori sono spesso sommersi dagli impegni lavorativi. Credi che sia possibile per i padri e le madri trovare il tempo per lavare i pannolini?
Come era il detto? Tutto (o quasi) è possibile, basta volerlo… Scherzi a parte, per un genitore, seppur oberato dagli impegni di lavoro e incalzato dai ritmi frenetici della nostra società, i figli sono e restano la priorità: credo che nessuna mamma – se convinta della superiorità dei lavabili per il benessere del suo piccino – si lascerebbe spaventare da una lavatrice in più. Ma scendiamo nel concreto. I lavabili di oggi, abbiamo detto, non hanno nulla a che fare con i vecchi ciripà. Inoltre, il carico di lavoro per una famiglia che sceglie i pannolini in tessuto non è paragonabile a quello che doveva essere sostenuto in passato, dato che oggi i pannolini non vengono lavati a mano, ma in lavatrice. E poi niente più corse al supermercato per comprare i pannolini e meno ‘uscite’ per portare fuori la spazzatura…
Insomma, non resta che provare, valutare, cercare la soluzione più adatta al proprio bimbo e alla propria realtà.
Conosco famiglie che nelle prime settimane immediatamente successive alla nascita hanno preferito utilizzare gli usa e getta.
Giusto il tempo per ‘prendere le misure’ con i ritmi, le necessità e il linguaggio del bambino e poi, una volta ben avviato l’allattamento al seno e preso confidenza con il proprio piccino, hanno intrapreso la strada dei lavabili.
Altri genitori hanno alternato soluzioni diverse, trovando così la ricetta giusta per loro: usa e getta (preferibilmente ecologici, quelli realizzati in mater-B) fuori casa e lavabili in casa, usa e getta di notte e lavabili di giorno, usa e getta quando il bimbo è con i nonni e/o al nido e lavabili quando ci sono mamma e papà… Ognuno deve trovare il proprio modo, in base alla sua situazione, alle sue esigenze, alle sue possibilità.
C'è anche chi i pannolini non li ha usati del tutto: né monouso, né in stoffa. In “Bebè a costo zero” si parla anche di questo, ovvero di Elimination Communication, comunicazione dell’eliminazione (termine usato da Laurie Boucke nel suo libro “Infant potty training”, pubblicato in italiano lo scorso anno da Edizione AAM Terra Nuova, con il titolo “Senza pannolino”), fenomeno pedagogico di matrice americana (nonché normale consuetudine per numerose culture non occidentali) che vede genitori attenti alle esigenze e ai ritmi del proprio piccino imparare ad interpretarne i ‘segnali’. In pratica, si tratta di genitori che – come capiscono quando il loro bimbo ha fame, sonno, male al pancino – capiscono anche quando deve fare pipì (e cacca).
Tu sei una mamma. Che tipo di pannolini hai scelto per i tuoi bambini? Lavabili o usa e getta?
Bella domanda. Primo figlio, quello per cui mamma e papà, ansiosi genitori alle prime armi, hanno acquistato di tutto e di più (sperimentando di persona l’inutilità di decine di gadget ed accessori che la pubblicità ci propone quali indispensabili ausili per crescere figli felici, dormiglioni, mangioni…): pannolini usa e getta. Rigorosamente della marca più famosa (e costosa!) “perché sennò il sederino si irrita”. Rigorosamente estate e inverno, per due anni, perché prima i bimbi non sono pronti per il vasino…! Povero primo figlio, sempre la cavia in tutto.
Poi è arrivato Nicola e i soliti genitori, un po’ meno alle prime armi, erano un po’ più informati e consapevoli. Con lui abbiamo ‘mixato’ usa e getta e lavabili. Con Maddalena il livello di sicurezza in se stessi di mamma e papà era salito notevolmente e così la consapevolezza e la voglia di trovare soluzioni nuove, adatte a noi e alla nostra bambina. E alla ricetta abbiamo aggiunto un po’ di Elimination Comunication (versione soft, solo di giorno). Fatto sta che alla soglia del primo compleanno, Maddalena ci ha colto di sorpresa, dicendo addio ad ogni pannolino e servendosi allegramente del vasino del fratello. Ma questa è un’altra storia…
Ritieni che i pannolini lavabili comportino anche vantaggi economici? Dove si possono acquistare?
La spesa per i pannolini incide in modo determinante sul bilancio familiare soprattutto se si opta per le marche più note e se si rimanda a un’epoca successiva al secondo compleanno - come sempre più spesso accade - il passaggio al vasino.
Volendo quantificare, il risparmio per chi non utilizza gli usa e getta si aggira intorno a 1.500 euro. A ciò si aggiunge il fatto che i pannolini di stoffa possono essere riutilizzati per ogni figlio (a differenza degli usa e getta) e, infine, regalati ad altre mamme della cerchia famigliare o destinati al bebè di un’amica.
Inoltre, poiché si riduce notevolmente l’incidenza di irritazioni, i genitori possono risparmiare la spesa per l’acquisto di creme a base di ossido di zinco, consigliate per creare uno strato protettivo sulla cute delicata del bambino (non a caso per i bimbi che soffrono di dermatite da pannolino in genere il suggerimento è proprio quello di… non usare il pannolino finché la situazione non migliora).
Per amor di verità dobbiamo anche dire che ad oggi i lavabili - seppur assai più vantaggiosi degli usa e getta -, non sono economicissimi. In base al numero di pezzi che si decide di acquistare, del modello e della ditta che li produce, la spesa totale può variare da 200 a 400 euro. Laddove però i lavabili sono in vendita negli scaffali del supermercato (in alcune città si possono trovare all’Ipercoop) i prezzi calano notevolmente. E, naturalmente, questa spesa si affronta una volta sola e la questione pannolini è risolta definitivamente.
Per chi volesse provare, il consiglio prima di acquistare, è di visitare siti e mailing list dedicate ai lavabili, in cui i genitori che hanno sperimentato questa soluzione si confrontano e scambiano opinioni: in genere è possibile trovare utili suggerimenti in merito ad i modelli e al rapporto qualità-prezzo. Non solo, nei ‘mercatini da mamma a mamma’ si possono anche acquistare lavabili a buon prezzo.
O ancora, perché non cimentarsi con il fai da te? In "Bebè a costo zero" c’è la testimonianza di una mamma che i pannolini lavabili li ha realizzati da sé. Esperienze simili (con tutte le indicazioni pratiche per chi non ha confidenza con ago e filo) si possono trovare anche nei siti a cui accennavo prima.
Consiglieresti a tutti i genitori di optare per i pannolini lavabili?
No. Non c’è nessuna soluzione che consiglierei a tutti i genitori (se non quella di dare tanto amore ai propri bambini!). Però consiglierei a tutti di informarsi, di farsi domande e cercare risposte. Risposte personali, critiche, fuori dai binari del così fan tutti. E scegliere, scegliere sempre.
di Alessandra Profilio
PER SAPERNE DI PIU' SULL'ARGOMENTO:
"Bebè a Costo Zero"
Tratto da: www.terranauta.it
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giovedì 9 luglio 2009
F.A. Q. sui Pannolini Lavabili
Potete visitare il link:
TUTTE LE RISPOSTE ALLE PIU' FREQUENTI DOMANDE SUI PANNOLINI LAVABILI
Spero possa esservi di aiuto!
